SAMASSI - Insieme ai soci del Circolo
Anziani "Angela Piras" ripercorriamo col ricordo
un viaggio a ritroso in quelli che furono i momenti di festa
privata che portarono ai balli familiari, prima espressione
in nuce dell'odierno Carnevale Samassese. Era
il 1934 quando, un po' per gioco, un po' per scommessa, un
gruppo di amici si riunì la sera di Natale per iniziare
i preparativi del Carnevale. Nei ricordi di Albino Vacca,
l'immagine di una società samassese d'altri tempi,
più semplice ma capace di divertirsi tanto con poco.
Il primo giradischi elettrico, l'eccezionalità della
festa in una società più povera e presa per
la gran parte dell'anno dal lavoro agricolo. Un carnevale
fatto quindi nei suoi inizi nelle case, che si concludeva
il sabato dopo il martedì grasso con una pentolaccia,
definita "del carnevalone", ferocemente osteggiata
dalla Chiesa di allora fino a negare il sacramento della comunione
agli "sfrontati" partecipanti. La Quaresima, coi
suoi rigori e i suoi digiuni, era infatti cominciata, e fino
a Pasqua la musica e i balli avrebbero dovuto aspettare.